Saper stare accanto: “Mia madre” di Nanni Moretti

Womenoclock

by Silkoclock

Questa non è la recensione del film di Nanni Moretti “Mia madre”, sono considerazioni che gli “stanno accanto”, “di lato”, come l’attore dovrebbe fare con il suo personaggio secondo il regista

Sull’inadeguatezza allo status adulto di una generazione, la nostra di figli del baby boom.

Adulti, almeno anagraficamente, lo siamo diventati, ma proprio ci viene l’orticaria a pensarci nei panni dei nostri genitori, refrattari come siamo ai modelli sociali delle generazioni che ci ha hanno preceduto.

Normalità? Quotidianità? Serenità? Sentimenti? Sono momenti che viviamo senza una costanza d’atteggiamento, senza la nonscialanza alla Cary Grant o Humphrey Bogart che chi ci ha preceduto ostentava, con un’autorevolezza che a noi sembra negata sia dai genitori sia dai figli.

Noi barcolliamo, tentenniamo, improvvisiamo, forse innoviamo, quando ci mettiamo sappiamo molto bene organizzare, coordinare, sostenere, sempre un po’ di scarto però, sentendoci “di lato” appunto.

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Non ci immedesimiamo neanche in noi stessi…

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